LINEA VERDE A TERRACINA
Francesco Guarino incontra Elisa a Terracina in occasione della tavolata di Linea Verde
18/03/2011
CRONACA DELL'INCONTRO DI IERI SUL SET DI LINEA VERDE FROM FRANCESCO GUARINO'S BLOG
La mattina, appena aperta la finestra, mi rallegro per il cielo limpido di un blu profondo, sperando che smentisse le previsioni metereologiche di pioggia lette il giorno prima.
Neanche il tempo di arrivare alla stazione degli autobus, che già vedo addensarsi stratocumuli all'orizzonte.
La pioggia arriva mentre sono in viaggio e, nonostante a me non sembri nulla di che, pare abbia fatto straripare il fiume Portatore, bloccando la strada e costringendoci ad un lungo giro alternativo.
Arrivo in Piazza 25 aprile che sono già le 13:00 e, per fortuna, ha smesso di piovere (o forse lì la pioggia non era ancora arrivata). Chiedo ad un edicolante nei pressi se sa dove si tengono le riprese di Linea verde, ma lui non sa dirmelo. Gli chiedo allora qual è la piazza più importante della città. Mi risponde che è Piazza Mazzini, lì dietro.
"Hummmmm", penso tra me e me, "Piazza Mazzini, eh? Mi sa che c'è un po' di rivalità tra la città nuova in basso e il centro storico sulla collina".
Ringrazio l'edicolante e decido comunque di recarmi verso la parte alta della città. Là dove, grazie ad un sopralluogo fatto con Google Street View la sera prima, avevo individuato in Piazza Tasso la sede più probabile per la tavolata di Linea Verde.
M'arrampico per la scalinata che porta su e percorro una stradina stretta che sbocca in questa bella piazza, molto caratteristica. Due vigilesse stazionano all'ingresso, controllando l'accesso degli autoveicoli. Nella piazza ci sono già 5 o 6 tavolate imbandite dei prodotti locali, con parecchia gente intorno; sulla destra, parcheggiati in un angolo, 3 auto ed 1 furgone della Rai; sulla sinistra ragazze e ragazzi vestiti con abiti d'epoca.
A fianco a me, due signori parlano tra loro. Ad un certo punto, uno fa all'altro: "Certo che è proprio bella, la Isoardi!".
E l'altro: "Ma qual è? Non la vedo."
"È quella là in mezzo. La più alta".
Seguo il dito del signore e, nel capannello di gente intorno ad uno dei tavoli, vedo Elisa che spicca tra gli altri. Mi avvicino. Elisa sta passando velocemente in rassegna i prodotti esposti e le loro caratteristiche; a passarle le informazioni, un po' sono i produttori, un po' l'autrice del programma che la segue passo passo.
Dato che è impegnata e deve memorizzare le informazioni, resto un po' in disparte: sta lavorando e non voglio disturbarla, per ora, così decido di aspettare che finisca il lavoro per farmi avanti e salutarla. Ma lei, mentre ripassa mentalmente i prodotti che le hanno appena esposto, si guarda intorno e mi riconosce.
"Francesco!" Mi fa. E mi sorride di cuore, mi abbraccia e mi bacia.
Raga'! Non c'è bisogno che vi dica come mi sentissi in quel momento: avevo raggiunto il mio nirvana.
Dopo questo saluto, riprende il giro dei tavoli: altra gente che le descrive i prodotti, come sono stati preparati e che particolarità hanno. Elisa assorbe tutto con naturalezza, ma ad un certo punto osserva preoccupata il cielo perchè stanno iniziando a cadere alcune gocce di pioggia.
Dopo aver terminato il giro, discute di qualche altra cosa con gli autori e il regista e, mentre la troupe fa gli ultimi preparativi e una delle autrici si informa sulla storia locale con un professore universitario che vive lì, Elisa torna da me.
Le riferisco subito i saluti del fanclub e comincio a snocciolare nomi. Lei mi fa "Quanti sono!". E io: "Ma questi sono solo una piaccola parte, quelli che frequentano abitualmente la chat. Gli iscritti al fanclub sono molti di più".
Le si illuminano gli occhi quando le nomino Sara (Sara, mi sa che le hai fatto un'ottima impressione) e, quando le nomino Giovanni, mi dice che sua madre ha apprezzato molto i video e li ha messi alla Locanda. Manda comunque i suoi saluti a tutti voi e vi ringrazia per l'affetto.
Le chiedo come sta andando il lavoro. Mi risponde che va bene, ma questa settimana hanno avuto ritardi a causa del maltempo, per cui devono completare le riprese di sabato. Nel pomeriggio, comunque, sarebbe tornata a Roma per partecipare al programma di Ossini, puntata che però andrà in onda a maggio o giugno.
La pioggia, intanto, si intensifica, per cui sospendono i preparativi e coprono le tavole, mentre Elisa e gli altri riparano in un bar che dà sulla piazza.
Lì l'autrice discute con Elisa sull'aggiunta di un'introduzione della Cattedrale di San Cesareo, che dà sulla piazza.
Discutono sullo stile architettonico e sulle decorazioni che ornano l'architrave. L'autrice cerca di carpire tutte le informazioni che può dai terracinesi lì presenti (in situazioni come queste sarebbe davvero utile una connessione ad internet), finchè non decide di telefonare in Rai per chiedere agli esperti in sede.
Dopo un po' smette di piovere. Usciamo tutti fuori e riprendono i preparativi per la registrazione. Elisa si avvicina al gruppo di auto, dove parla con i cameramen ed alcuni autori. Intanto le si avvicinano diverse persone del luogo (che evidentemente erano arrivate in piazza finita la pioggia) per salutarla e farle i complimenti. Elisa li ringrazia di cuore, con la gentilezza e la semplicità che conosciamo e che la contraddistingue.
Finiti i preparativi, si parte con le riprese. Elisa entra nella piazza dal lato opposto a quello dove eravamo e passa in rassegna tutti i tavoli, mentre le telecamere la seguono e il regista supervisiona da vicino. Uno degli autori, dai capelli biondo-rossicci prende appunti su un block notes, forse per le puntate successive.
Le riprese avvengono velocemente. Solo ad un certo punto c'è un intoppo e devono ripetere la scena, ma per il resto va tutto liscio.
Terminata la registrazione, tutti i produttori e i cuochi che hanno partecipato alla trasmissione chiedono ad Elisa di fare una foto con lei, per cui lei rifà di nuovo il giro dei tavoli, stavolta posando per le fotocamere anzichè per le telecamere. Io, intanto, chiedo all'autore di prima dove saranno registrate le puntate future di Linea Verde. Lui mi informa che si proseguirà con Sassuolo, poi Sanremo, poi un'altra puntata sempre in Liguria, poi andranno in Ungheria e torneranno in Italia con la costiera amalfitana.
Intanto vedo su un lato della piazza un cameraman registrare alcune scene dei balli e delle musiche del gruppo folkloristico, da aggiungere alla presentazione dei prodotti in fase di montaggio.
Finite le foto con i produttori, è la gente comune del posto a mettersi in fila per chiedere ad Elisa una foto e, mentre lei accontenta tutti, i produttori di prima le vanno incontro portandole cesti dei loro prodotti. Pane, verdure, dolci… con quello che le stanno portando ci si potrebbe rifornire un piccolo mercato rionale. Mi riempie il cuore vedere che la straordinaria umanità di Elisa viene ripagata da tanto affetto da parte della gente.
Dopo il lavoro e le foto di rito, si ride e si scherza tra lei e il resto della troupe. C'è un grande affiatamento tra tutti loro e, ancora una volta, li invidio per l'opportunità che hanno di lavorare tutti i giorni con una persona come Elisa.
Uno di loro aiuta Elisa a trasportare un bustone pieno di asparagi e lo mettono nel bagagliaio di un auto insieme al resto.
A quel punto ci salutiamo; Elisa entra in auto insieme all'autrice e ad un altro collega che fa da autista e partono verso Roma (ed il programma di Ossini).
Il resto della squadra completa lo smantellamento delle attrezzature; li saluto e mi dirigo verso il piazzale degli autobus dove, da lì a poco, prenderò il mezzo che mi riporterà a casa. Per strada, purtroppo, trovo parecchio traffico; spero che Elisa sia riuscita a raggiungere in tempo gli studi Rai.























