CAMPIDOGLIO

Una “grande festa di incontro tra cultura e spiritualità cittadina”: così il Campidoglio definisce il 1° maggio 2011, giorno in cui Giovanni Paolo II viene proclamato beato in piazza San Pietro. Roma Capitale, con il supporto di Zètema Progetto Cultura, si prepara ad accogliere chiunque verrà per rendere omaggio al neo-beato e prender parte alla giornata. Con una mobilitazione capillare per assistere i visitatori e con momenti di cultura e d’arte (il 1° maggio e nei giorni precedenti e successivi) intorno alla figura del papa polacco, “caro al mondo intero e alla città di Roma”. Il programma capitolino per i “giorni di Giovanni Paolo”, e il sito internet dedicato (messo a punto da Roma Capitale), sono stati presentati dal sindaco Gianni Alemanno e da un ampio parterre di autorità e personalità legate all’evento. 


Con Alemanno erano in Sala Pietro da Cortona: il cardinale Agostino Vallini, vicario generale per la Diocesi di Roma; il vicesindaco Mauro Cutrufo; gli assessori Dino Gasperini (Cultura e Centro Storico), Antonello Aurigemma (Mobilità) e Marco Visconti (Ambiente); il direttore della Protezione Civile di Roma Capitale, Tommaso Profeta; il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli. Presenti anche la conduttrice Elisa Isoardi e il cantautore Amedeo Minghi.

 

 

Incontro con Elisa in Campidoglio. from Francesco Guarino's blog

L'incontro con Elisa del 12 aprile inizia con me che spulcio le notizie della giornata su internet e per pura fortuna trovo l'annuncio della conferenza stampa, da lì a poco, in Campidoglio, per le iniziative del municipio relative alla beatificazione del precedente papa. Leggo che tra i presenti c'è Elisa e non ci penso due volte: salto su e raggiungo Piazza del Campidoglio.
M'inerpico per le scale che risalgono il colle e, tra la marea di turisti che approfittano del caldo primaverile e della settimana della cultura, mi avvicino agli unici due là in mezzo vestiti da non-turisti: due grossi tedeschi sulla cinquantina in giacca e cravatta e ventiquattrore. Chiedo loro se sanno dov'è la conferenza stampa e loro, cortesissimi, mi invitano a seguirli perchè stavano andando anche loro lì.
Entriamo nell'edificio; alla reception una signora ci consegna i badge per accedere e, mentre saliamo le scale interne, esprimo la solidarietà tra colleghi ad uno dei sue teutonici, il quale si lamenta del fatto che li avevano invitati ad un sito archeologico il giorno prima e, una volta lì, avevano trovato tutto chiuso.
Giunto nella sala dove si tiene la conferenza, mi separo dai miei due compagni di questo brevissimo viaggio e cerco il posto migliore da dove vedere Elisa. Lei, elegantissima nel suo abito nero, è seduta in prima fila vicino ad Amedeo Minghi.
La sala è strapiena; tutti i presenti hanno l'aria di essere o giornalisti, o politici. Ci sarebbe anche un gruppetto di preti che, dato l'argomento della conferenza, catalogherei con un certo grado di sicurezza come politici del Vaticano.
La conferenza sta cominciando proprio in quel momento. Elisa segue con interesse mentre vari oratori illustrano le iniziative prese dal Comune per queste celebrazioni, dall'accoglienza ai turisti alla copertura mediatica. Ogni tanto scambia qualche breve commento con quello che, più tardi, mi presenterà come Fabio, il suo assistente dell'agenzia, e con il direttore del concerto che si terrà per l'occasione e che sarà presentato da Elisa.
Ad un certo punto i suoi occhi si posano su di me e mi riconosce subito. Mi fa un cenno e mi sorride, poi riprende a seguire l'oratore.
A fine conferenza mi faccio avanti per salutarla, ma non sono il solo: un gran numero dei presenti le si fa attorno per chiederle di fare una foto insieme a loro. Elisa è gentilissima ed accontenta tutti con un sorriso. Tra un gruppo di foto e l'altro mi presenta Fabio e si mostra emozionata per l'imminente partenza per l'Austria con la troupe di Linea Verde; a mia domanda, risponde di non sapere nulla di nuovo sulla possibile conduzione di Unomattina Estate Weekend (la notizia, infatti, uscirà solo il giorno dopo).
Chiacchierando anche con Fabio, lo rendo latore di un messaggio per l'agenzia, di metterci più impegno nel seguire e sostenere la nostra (e loro) Elisa.
Dopo un po', Elisa (e tutti gli altri coinvolti in prima persona in questo progetto) deve recarsi in una sala privata adiacente a quella della conferenza dove, con ogni probabilità, devono mettere a punto gli ultimi dettagli dell'evento, per cui ci salutiamo ed esco nell'assolata Piazza del Campidoglio portando Elisa negli occhi; quello stato d'animo, un po' imbambolimento e un po' nirvana, che chi ha visto Elisa di persona conosce bene.

 

ELISA IN CAMPIDOGLIO

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