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FRANCO DI MARE: “CURIOSO, APPASSIONATO, OTTIMISTA”
di Marina Cocozza
La sveglia suona alle 4.30, ma sono le 5.45 quando Franco di Mare, un po’ trafelato, arriva in redazione come ogni giorno, dal lunedì al venerdì, per la conduzione di UnoMattina, il popolare programma di Rai1 dove lo affianca Elisa Isoardi. Da questo momento ha meno di un’ora di tempo prima della diretta: a precederlo, dalle 6.10 c’è infatti Guido Barlozzetti con il magazine “UnoMattina Caffè”. Intanto Di Mare si dedica alla lettura dei giornali e, mentre dà un’ultima occhiata al copione, che - spiega - ha già controllato la sera prima, lo chiamano al trucco. “Per fortuna – ironizza - cercheranno di restituirmi anche stavolta un aspetto umano. Non si può neanche immaginare in che condizioni arrivo qui, certe volte. Se volessi esagerare, direi praticamente in pigiama!”. Ma quando torna dal camerino e incontra la sua partner Elisa Isoardi è davvero impeccabile.
Al termine del programma, lui sorridendo annuncia: “Non è finita, non abbiamo finito, tra poco c’è la riunione di redazione di rete e subito dopo quella del Tg. Al pomeriggio, ancora una riunione di redazione e, quando finalmente mi decido a tornare a casa, so già che non riuscirò mai a dormire prima delle 22.30”.
Come ti definisci a livello professionale?
Curioso, appassionato e ottimista.
E dal punto di vista privato?
Uguale. Senza sovrastrutture. Sono come mi si vede, davanti e dietro i riflettori.
UnoMattina dura alcune ore. E’ vero che il pubblico varia a seconda della fascia oraria?
Sì, sì. E’ verissimo. In circa quattro ore è normale raccogliere un pubblico diverso: le persone cominciano a sintonizzarsi quando si svegliano, mentre fanno colazione. Nella prima mattina ci segue il cosiddetto ceto produttivo della nostra società, che si vuole informare prima di uscire di casa. Il testimone poi passa agli anziani e alle casalinghe, più qualche studente che mentre prepara gli esami universitari ci ascolta in sordina. E ci fa piacere fare compagnia anche agli ammalati, alle persone che si trovano in ospedale…
La formula di quest’anno sembra puntare più sull’informazione che sull’intrattenimento
E’ vero. Gli autori hanno dato la priorità all’attualità e questa scelta si è rivelata vincente perché ai nostri telespettatori piace essere aggiornati. Vogliono capire cosa succede e ci scrivono per spronarci ad approfondire alcuni argomenti. Ci danno dei suggerimenti, insomma. Per fortuna non arrivano mai insulti!
Quali sono gli imprevisti più ricorrenti nella diretta?
Quello che capita più frequentemente è che salti l’ospite perché rimane bloccato nel traffico o perché ha dimenticato di mettere la sveglia. Se l’ospite è previsto in studio insieme ad altri non è un dramma, ma quando è da solo allora ci si deve organizzare al volo per far fronte all’emergenza, andando alla ricerca di qualche filmato o letteralmente improvvisando. Beh, capita!
La politica è sempre in primo piano. Ma quanto conta la politica per gli italiani, secondo te?
Conta tantissimo, siamo attenti alla politica. Per noi, ad esempio, l’esercizio di voto è una sorta di dovere civico, al contrario di altri Paesi: basti pensare che negli Stati Uniti vota solo il 50% degli elettori perché prima bisogna iscriversi alle liste elettorali e già questo tiene lontano dalle urne tante persone. Invece da noi, anche se spesso siamo convinti che i partiti abbiano fallito, andiamo a votare lo stesso.
Quali sono i temi che tirano di più nel tuo programma?
Intanto, tutto quello che riguarda la contabilità all’interno delle famiglie. Le pensioni, ad esempio, sono un argomento di enorme interesse. Basti pensare che, nello spazio della puntata in cui ci siamo fatti spiegare dal presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua tutto ciò che il nostro pubblico si aspettava di sapere in materia previdenziale, abbiamo registrato un picco di ascolto altissimo perché ancora una volta stavamo facendo servizio pubblico. Gli altri argomenti di largo interesse sono quelli legati alla cronaca. Ma, visto che qualche volta c’è un po’ di voyerismo sui delitti irrisolti, scegliamo di dare le notizie senza morbosità.
Sei stato inviato di guerra, l’ultima volta in Afghanistan. Cosa ti è rimasto di quel periodo?
Un buon approccio al lavoro, innanzitutto. Fare l’inviato mi è servito ad accentuare le mie caratteristiche di buon osservatore, sono curioso delle persone e dei fatti. Guardare la guerra così da vicino rende più umani e meno spocchiosi.
Da inviato a conduttore di UnoMattina. Come è successo?
Quando nel 2002 tornai dall’Afghanistan, l’allora direttore Clemente Mimun mi disse: “Ora riposati un po’ e vai a fare UnoMattina Estate”. Gli dissi di sì perché avevo voglia di annusare, proprio come fanno i felini, questa nuova avventura. D’altra parte nel mio curriculum c’è di tutto: cronista, inviato, corrispondente e anche un vecchio programma, “Tortuga”.
Ti piacerebbe ripetere una di queste esperienze?
Non amo le minestre riscaldate, a meno che non si tratti di pasta e patate o pasta e fagioli. Mi piace tutto quello che è nuovo, anche se nel mio cuore rimane ciò che ho visto quando il lavoro mi ha portato in posti davvero difficilissimi.
Lo hai anche raccontato in qualche libro…
Sì, ne ho pubblicati due. Nel 2009 è uscito “Il cecchino e la bambina”, una raccolta di racconti di guerra. Il secondo, “Non chiedere perché”, è del 2010: un romanzo dove il protagonista deve affrontare incredibili peripezie per portare via una piccola orfana dall’inferno che stava dilaniando il suo Paese.
Cosa ti aspetti dopo la “primavera islamica”?
Una certa delusione. I partiti islamici che hanno sostituito i regimi sono moralizzatori e si sono rivelati spesso più feroci dei tiranni che sono stati cacciati. Dobbiamo metterci in testa che i partiti religiosi non sono mai democratici, perché antepongono la parola di Dio a quella degli uomini. Dio va lasciato nei luoghi di culto.
E come vedi quest’Italia alle prese con la crisi?
Vedo sicuramente sacrifici, ma ce la faremo. Abbiamo avuto momenti peggiori…
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ELISA ISOARDI: IO SONO “NATA” IN RAI
Dal nostro collaboratore Emilio Fuccillo
Da settembre sei alla guida di UnoMattina. Facciamo un primo bilancio
Questo è un anno importante per UnoMattina, non perché sia il primo con me, ma perché è la 25.ma edizione di questa trasmissione. Un traguardo importante e prestigioso e, almeno finora, il bilancio è assolutamente positivo.
Come ti trovi a lavorare con Franco Di Mare?
Franco lo conoscevo già. Lavorare con lui è un vero piacere: mi aiuta, mi sostiene e mi appoggia. Tra l’altro è un grande professionista e per me rappresenta un’occasione per imparare e “rubare” qualche segreto del mestiere.
In quest’ultima edizione il vostro programma ha introdotto alcune novità, vero?
E’ vero. Quest’anno il programma è diviso sostanzialmente in tre parti. La prima è di approfondimento, quella centrale, che è poi anche la mia, è dedicata all’attualità e la terza è fatta di storie vere. Cerchiamo di dare e raccontare un po’ di tutto, diciamo che questo è il nostro obiettivo.
Hai iniziato con la moda, sei passata per miss Italia e la scuola di recitazione, ora fai radio e tv. Ma dove ti senti più a casa?
Sicuramente in tv, è lei la mia misura e il mio lavoro. La radio è un mezzo affascinante e persino divertente, che mi piace molto. Diverso, diversissimo dalla tv, quello che mi piacerebbe riuscire a fare sarebbe portare l’esperienza dell’una nell’altra.
Progetti per il futuro, cosa ti piacerebbe fare “domani”?
Per ora sono concentrata su UnoMattina, comunque sono “nata” in Rai e qui vorrei rimanere. Spero che mi vengano offerte ancora delle possibilità, diciamo che con la Rai non ci si annoia mai.